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sabato 3 ottobre 2009

Maltempo: Vertice di emergenza per alluvione Messina

Si è tenuta oggi pomeriggio, a Palermo, presso gli uffici del dipartimento di Protezione civile regionale, una riunione del tavolo tecnico sull’emergenza a Belmonte Chiavelli istituito nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Presidenza, Gaetano Armao. All’incontro, oltre ai tecnici della Protezione civile regionale, erano presenti i rappresentanti del Comune di Palermo, i vertici del Genio civile di Palermo, i funzionari dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, i vigili del fuoco, i tecnici della Forestale, i rappresentanti di Enel e Snam e il sindaco del Comune di Belmonte Mezzagno, Saverio Barrale.
I rappresentanti del Genio civile di Palermo hanno confermato l’impegno a realizzare il progetto di sistemazione del vallone di Belmonte Chiavelli che verrà consegnato tra dieci giorni. Gli stessi tecnici del Genio civile non interverranno sul canale di Croceverde-Ciaculli per evitare possibili complicazioni.

venerdì 16 novembre 2007

Sono salite a due le vittime dell'incidente sull'A20

Si aggrava il bilancio del tragico incidente verificatosi giovedì sera sull’A20 all’altezza del viadotto Montagnareale, nel territorio comunale di Patti. Ieri notte, poco dopo le 3, è morto, nel reparto di rianimazione del P-+oliclinico universitario di Messina, Dilip Pizzi, 29 anni, indiano originario di Calcutta, ma residente da diversi anni a Messina. Il giovane si trovava a bordo della Ford Fiesta guidata da Ottavio Ania, 30 anni di San Filippo del Mela, volata giù dal viadotto Montagnareale. Il trentenne che era alla guida del mezzo si trova attualmente ricoverato presso il reparto di neurochirurgia del Policlinico messinese. Gravi le condizioni del trentenne, che ha riportato un trauma cranico e diverse lesioni alla colonna vertebrale.
Prima del tragico volo della Ford Fiesta, dal viadotto Montagnareale era precipitato un camion che trasportava scaffalature in metallo. L’autista del mezzo, Nicola Calitri, 35 anni, originario di Acerenza, in provincia di Potenza, è morto sul colpo. L’impatto con il terreno sottostante, dopo un volo di circa trenta metri, è stato fatale. L’uomo è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e, all’arrivo dei soccorsi, il medico non ha potuto far altro che costatarne il decesso.
Altre nove persone sono rimaste ferite, in modo lieve, nel maxitamponamento verificatosi sull’autostrada Messina – Palermo. Cinque sono state medicate al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, mentre altre quattro sono state trasportate al nosocomio di Barcellona. Per tutti la prognosi è compresa tra venti e trenta giorni.
Confermata la causa del sinistro. A provocare la perdita di controllo dei mezzi è stata della sanza, lo scarto della lavorazione delle olive, persa da un autoarticolato che precedeva i mezzi coinvolti nell’incidente. A quanto si è appreso, l’autista del camion, un uomo originario di Petrosino in provincia di Trapani, non si sarebbe accorto di nulla, e ha proseguito il suo percorso sino a quando, avvertito da altri camionisti, si è fermato all’autogrill Tindari Sud. L’uomo era diretto a Gioia Tauro, in Calabria, dove doveva lasciare la sanza che aveva caricato a Villabate nel palermitano. Il mezzo è stato posto sottosequestro.
Sarebbe stata confermata anche la dinamica della tragica caduta della Ford Fiesta dal viadotto Montagnareale. Sia le forze dell’ordine, ma anche alcuni testimoni che hanno assistito alla scena, hanno raccontato che l’autovettura sarebbe rimasta in bilico, per pochi lunghissimi istanti, sul ponte, prima di essere spinta giù da un altro mezzo rimasto coinvolto nel maxitamponamento dell’A20.
L’autostrada, tra gli svincoli di Brolo e Patti in direzione Palermo – Messina, è rimasta chiusa al transito veicolare per tutta la giornata di ieri per consentire le operazioni di rimozione dei detriti persi dalle auto nei numerosi scontri e per ripulire la carreggiata dal materiale oleoso perso dall’Iveco.

Incidente mortale sull'A20

Un morto, due feriti gravi e nove lievi. E’ questo il bilancio del tragico incidente verificatosi ieri sera, intorno alle 19,30, sull’A20, all’altezza del viadotto Montagnareale, nel territorio comunale di Patti. Un camion ed una Ford Fiesta, che viaggiavano in direzione Palermo – Messina, sono volati da un’altezza di circa trenta metri, finendo giù nell’alveo del torrente, mentre sull’autostrada circa una cinquantina di macchine (ma il bilancio non è ancora definitivo) sono rimaste coinvolte in un tamponamento a catena. A perdere la vita è stato l’autista del camion, Nicola Calitri, 35 anni, di Acerenza in provincia di Potenza. Gravi le persone che si trovavano a bordo della Ford. Si tratta di Ottavio Ania, 30 anni, di San Filippo del Mela e di Dilip Pizzi, 29 anni, originario di Calcutta in India, ma residente a Messina. L’autovettura, dopo aver sbandato, aveva concluso la sua corsa in bilico sul viadotto. E’ stato il tamponamento degli altri mezzi che sopraggiungevano a spingere giù la Ford Fiesta. Calitri è morto sul colpo e, dopo l’impatto col terreno sottostante, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo del camion che stava guidando. Subito gravi sono apparse ai soccorritori le condizioni degli occupanti dell’autovettura. Per estrarli dalle lamiere contorte si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno lavorato per circa un’ora prima di riuscire a tirare fuori i due feriti. Dopo i primi accertamenti presso il pronto soccorso dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, Ania e Pizzi sono stati trasportati presso il Policlinico universitario di Messina dove sono stati ricoverati nei reparti di neurochirurgia e rianimazione. Sul posto sono giunti anche i carabinieri e la polizia di Patti oltre agli agenti della Polstrada. Sembra che a causare l’incidente sia stata della sanza, lo scarto della lavorazione delle olive, persa da un Iveco che precedeva i mezzi coinvolti nel sinistro. A quanto si è appreso, l’autista del camion, un uomo originario di Petrosino in provincia di Trapani, non si sarebbe accorto di nulla, e a proseguito il suo percorso. Successivamente avvisato da altri camionisti, si sarebbe fermato all’autogrill Tindari Sud dove, resosi conto che il suo mezzo aveva perso il materiale trasportato, ha avvisato lui stesso il 113. L’uomo era diretto a Gioia Tauro dove doveva lasciare la sanza che aveva caricato a Villabate.
La tragedia poteva avere un bilancio ben più grave. Sia perché il numero delle autovetture coinvolte nel tamponamento sull’A20 è elevato, sia perché il mezzo è precipitato al limite del muro che delimita l’alveo del torrente Montagnareale con la Via Giuseppe Di Vittorio, all’altezza del semaforo all’incrocio con la via Papa Giovanni XXIII, che al momento del sinistro era molto trafficata. Alcuni detriti sono finiti sulla carreggiata, ma fortunatamente non hanno colpito le autovetture ferme al semaforo. Lo scenario, invece, che si presentava sull’A20 era catastrofico. Diverse macchine hanno subito danni ingenti, alcune sono andate completamente distrutte. Ad un primo sguardo sembrava che potessero esserci delle vittime. Alla fine il bilancio è stato di soli nove feriti: A. M., 26 anni di Montagnareale(30 giorni di prognosi), A. S. 24 anni di Patti (20 giorni), S. C. M. 19 anni di Montagnareale (20 giorni), F. R. M., 30 anni (30 giorni), Y. H, 31 anni cinese residente ad Oliveri (20 giorni). Altri 4 persone, due cinesi e due residenti ad Oliveri sono stati medicati all’ospedale di Barcellona.
Il transito sull’autostrada Palermo – Messina è rimasto chiuso per tutta la notte per consentire le operazioni di bonifica.
Ancora una volta, purtroppo, l’A20 torna alla ribalta della cronaca per un incidente mortale che allunga la lista delle vittime che, nel tempo, hanno perso la vita in quella che ormai è tristemente nota come “autostrada della morte”.

sabato 28 luglio 2007

Oliveri, bimbo salvato dai carabinieri

Un bambino di sei anni rischia di annegare. Il tempestivo intervento dei carabinieri gli salva la vita.
E’ questo il lieto fine di una disavventura iniziata ieri nel mare antistante la spiaggia di Oliveri, quando, intorno alle 12,30 un ragazzino di sei anni, mentre stava facendo il bagno, è stato travolto dalle onde e, nel tentativo di restare a galla, ingeriva una grossa quantità di acqua. A correre in aiuto del bimbo in difficoltà sono stati gli stessi genitori che lo hanno condotto a riva in stato di incoscienza. La situazione è apparsa subito grave. Ma, fondamentale, per salvargli la vita, è stato il tempestivo intervento del Nucleo carabinieri subacqueo di Messina che stava svolgendo sul luogo attività di addestramento. I militari, unitamente al personale della locale stazione dell’Arma, riuscivano a rianimare il bambino e a stabilizzarlo somministrandogli ossigeno puro. Grazie all’uso delle bombole in dotazione ai sommozzatori il piccolo è riuscito a recuperare le proprie funzioni vitali. Successivamente condotto all’ospedale “Barone Romeo” di Patti, è stato visitato dai medici che hanno riscontrato una sindrome da annegamento ed hanno elogiato il pronto intervento dei sommozzatori che gli hanno salvato la vita. Senza la loro casuale presenza sul posto la storia non avrebbe avuto certamente un lieto fine.
Il bambino, adesso fuori pericolo, si trova ricoverato presso il nosocomio pattese, per ulteriori accertamenti. La prognosi, comunque, resta riservata.

lunedì 16 luglio 2007

Racket: Messina risponde positivamente

La Provincia di Messina è in controtendenza rispetto al resto d’Italia per quanto riguarda le denunce contro il racket delle estorsioni e l’usura. Rispetto al calo di segnalazioni, registratosi negli ultimi anni nella Penisola, già denunciato nei giorni scorsi dal presidente della Federazione nazionale antiracket ed antiusura, il territorio messinese, invece, reagisce bene. “Grazie alla stretta collaborazione tra forze dell’ordine, istituzioni e associazioni antiracket – ha detto Scandurra, in Provincia di Messina sono numerosi gli imprenditori che hanno denunciato le estorsioni subite e collaborano con le forze dell’ordine. Questo, a breve, porterà a dei risultati concreti sia per quanto riguarda le estorsioni che l’usura. Dove c’è la collaborazione tra la vittima e le istituzioni si può certamente contrastare questo male con maggiore intensità e con risultati concreti. Se questo viene a mancare diviene più difficile contrastare le organizzazioni malavitose”. Se, nel territorio di Messina, grazie all’impegno ultradecennale delle associazioni antiracket, il fenomeno delle estorsioni e dell’usura, pur esistendo in una realtà sommersa, è contrastato abbastanza efficacemente, il campanello d’allarme, secondo Scandurra, deve scattare per quanto riguarda il mondo degli appalti. “Le difficoltà maggiori in questo settore si incontrano con l’imprenditoria edile ed è quello dove l’attenzione deve essere focalizzata in quanto è una delle maggiori rendite delle organizzazioni mafiose”. La strada da seguire, secondo il presidente della FAI, è quella di favorire la nascita delle associazioni antiracket sul territorio in maniera da creare un anello di congiunzione tra le vittime e le istituzioni. Non meno importante, secondo Scandurra, è la sensibilizzazione da parte della società civile e delle istituzioni locali, a partire dai Comuni. “Purtroppo non c’è molta sensibilità da parte dei sindaci dei comuni della Provincia. In molti casi questo è un problema non da poco nella lotta alla malavita organizzata. Si tratta di una questione soggettiva che riguarda i vari primi cittadini. Non tutti hanno la giusta sensibilità alle problematiche legate a questo fenomeno. Dovrebbero essere loro i primi ad essere vicini alle vittime e, manifestando, in alcuni casi, una certa indifferenza, non aiutano chi si impegna quotidianamente per debellare questo male”.
Tra le soluzioni a medio e lungo termine termine, Scandurra ripropone il progetto del tutor aziendale con la partecipazione del Ministero dell’Interno che favorisca e tuteli le aziende che vogliono investire al Sud.. La sperimentazione dovrebbe partire nei prossimi mesi ed interessa anche la fascia nebroidea della Provincia di Messina. “Oltre alla creazione di canali per lo sviluppo economico pulito – ha concluso Scandurra - non meno importante è la collaborazione delle banche nella lotta al riciclaggio”.

domenica 1 luglio 2007

Sarà rifatta la segnaletica a Marina di Patti

Sarà immediatamente rifatta la segnaletica stradale a Marina di Patti. Pronti gli interventi sia in Via Cristoforo Colombo che sul lungomare Filippo Zuccarello. Nei giorni scorsi avevamo denunciato l’anarchia che si era istaurata nella frazione pattese con gli automobilisti che, privi di ogni senso civico ed in barba alle norme del codice della strada, parcheggiavano sulle strisce pedonali, a ridosso degli incroci e negli accessi al mare. I vigili urbani ci avevano detto di avere le mani legate in quanto la segnaletica era carente e quindi non potevano multare. Adesso giunge l’ordinanza del sindaco Giuseppe Venuto che, prontamente, è intervenuto per ristabilire l’ordine. Con due provvedimenti sono stati affidati i lavori per la segnaletica in Via Cristoforo Colombo e, a breve, si provvederà anche per il lungomare Zuccarello. Firmata anche l’ordinanza che, come anticipato nei giorni scorsi, modifica il piano parcheggi a Marina di Patti. Sulla Via Cristoforo Colombo, lato sud, nel tratto compreso tra la Via Mascagni e la Via Andrea Doria, dalle ore 8 alle ore 21, sarà istituita la zona disco orario con sosta consentita per trenta minuti. Nello stesso tratto, lato nord, sarà in vigore il divieto di sosta per l’intera giornata.
Disposti questi interventi è, adesso necessario, organizzare anche i controlli da parte della polizia municipale. “E’ opportuno che vengano predisposti turni per l’intera giornata” – ha detto il consigliere comunale Nino Calderone. “Adesso si deve vigilare affinché le disposizioni vengano rispettate”. L’esponente della Margherita evidenzia anche la necessità di istituire sulla Via Zuccarello il disco orario lato monte eccetto per i residenti. “La presenza dei parcheggi a pagamento penalizza gli abitanti della zona. E’ opportuno prevedere delle agevolazioni e il disco orario credo sia la più adeguata”.

venerdì 29 giugno 2007

Ennesimo incidente mortale sull'A20

L’autostrada A20 torna a mietere vittime. Un incidente mortale si è, infatti, verificato nella notte sull’autostrada all’altezza della galleria Mongiove, nel territorio comunale di Patti. Una Volkswagen Passat con a bordo quattro persone di nazionalità rumena, per cause ancora in fase di accertamento da parte della polizia stradale, intorno all’1.45, mentre viaggiava in direzione Palermo - Messina, ha perso il controllo andando a sbattere contro il muro laterale del tunnel autostradale. L’impatto è stato tremendo. Nello schianto ha perso la vita Vasile Romanciuc, 71 anni. L’uomo è morto sul colpo. Gli altri connazionali, invece, hanno riportato ferite non gravi.
Sul luogo dell’incidente, oltre agli agenti della polstrada, sono giunte quattro autoambulanze del 118. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Patti, Barcellona e Milazzo. Per uno di loro è stato disposto il trasferimento a Messina per ulteriori accertamenti. Per loro, comunque, la prognosi è di pochi giorni. Il tratto autostradale, che attraversa il territorio comunale di Patti, torna così ad essere scenario di incidenti mortali. Nei mesi scorsi, dopo il sinistro verificatosi il 18 gennaio scorso, in cui perse la vita l’imprenditore messinese Giovanni Cambria, per diverse settimane era stata accentrata l’attenzione sulla pericolosità di questo tratto di A20. Come sempre, trascorsi alcuni giorni in cui le parole e le prese di posizione si sono sprecate, sulla vicenda è nuovamente calato il silenzio. Adesso la morte del cittadino rumeno riaprirà le polemiche. Ci si augura che, questa volta, siano più i fatti che le parole.
E sempre nel territorio di Patti, questa mattina si è verificato un secondo incidente, stavolta, fortunatamente senza gravi conseguenze. Nel sinistro autonomo è rimasta coinvolta un’ambulanza del 118. Il mezzo di soccorso, mentre percorreva la strada provinciale Patti – San Piero Patti, all’altezza della frazione Gallo di Patti, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo, cappottando. Sul posto, per i rilievi, si sono recati i carabinieri del locale nucleo radiomobile. Illeso il personale a bordo dell’ambulanza.

domenica 24 giugno 2007

Marina di Patti, terra di nessuno

Marina di Patti terra di nessuno. L’anarchia nella frazione balneare, infatti, vige sovrana. Lo avevamo denunciato alcuni giorni fa e prontamente è giunta la conferma. Parola di vigile urbano. Avevamo scritto che, in particolari momenti della giornata, trovare un posto auto diviene una utopia e le autovetture vengono così parcheggiate in ogni luogo, creando difficoltà alla circolazione e provocando caos. Avevamo segnalato che i mezzi, con poco senso civico, vengono lasciati, anche per diverse ore, sulle strisce pedonali, a ridosso degli incroci, negli accessi a mare, in barba ad ogni sorta di divieto o regolamentazione del codice della strada. Tutto lecito. Infatti la polizia municipale – ci hanno riferito – ha le mani legate. La causa? La carenza di segnaletica sia orizzontale che verticale. Si verifica così che un’autovettura viene lasciata per giorni sulle strisce pedonali e nessuno può far nulla. Il motivo? “Le strisce sono sbiadite – spiega la polizia municipale - e noi non possiamo multare. La contravvenzione è contestabile e sarebbero solo spese per il Comune”. Il risultato è il caos più totale, in barba ad ogni regola sia del codice della strada che del semplice senso civico.
“Risolveremo al più presto – ha detto l’assessore alla viabilità Francesco Gullo. Abbiamo già predisposto un nuovo piano viario ed entro la metà del mese di luglio sarà rifatta tutta la segnaletica orizzontale e verticale a Marina di Patti”. Le novità riguardano la via Cristoforo Colombo con l’introduzione del disco orario con sosta consentita per mezz’ora lato monte e divieto di sosta lato mare. Nell’attesa che i lavori vengano realizzati, ci si augura in tempi brevi, a Marina di Patti, nel frattempo, continuerà a regnare l’anarchia.

Patti, pacchi sospetti nel torrente Timeto

Settanta pacchi dal contenuto sospetto sono stati ritrovati nell’alveo del torrente Timeto dai carabinieri della compagnia di Patti. L’area è stata posta sotto sequestro dai magistrati del Tribunale di Patti.
Dai primi accertamenti sembrerebbe che, al loro interno, vi siano rifiuti speciali, forse provenienti dal Policlinico Universitario di Messina. Sui pacchi, del tipo solitamente utilizzato dalle strutture sanitarie per lo smaltimento di rifiuti speciali, c’è infatti la dicitura che indicherebbe come provenienza il nosocomio messinese. Sulla vicenda sono però ancora in corso le indagini coordinate dai militari dell’Arma del centro nebroideo. I settanta pacchi sono stati prelevati dall’alveo del torrente Timeto e trasferiti al centro di stoccaggio dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti. Solo lunedì mattina, infatti, personale specializzato li aprirà per verificarne il contenuto. Solo allora saranno formulate le accuse. Gli inquirenti, comunque, vogliono risalire ai responsabili per i quali si profila l’accusa di illecito smaltimento di rifiuti ed inquinamento ambientale. Se, all’interno, dovessero essere trovati rifiuti speciali effettivamente provenienti dal Policlinico di Messina, allora, ad essere indiziata potrebbe essere la ditta incaricata dello smaltimento presso la struttura sanitaria della città dello Stretto.
Da sempre, l’alveo del torrente Timeto, è pieno di discariche abusive. Rifiuti di ogni genere sono abbandonati lungo tutto il letto del corso d’acqua. Nel maggio 2006 i carabinieri avevano anche denunciato quattro persone ritenute responsabili di aver abbandonato lungo il torrente tonnellate di scarti della lavorazione degli agrumi prodotti da alcune industrie del messinese.
La situazione ambientale lungo il Timeto è molto delicata, infatti, sono presenti, a ridosso del torrente, i pozzi principali dell’acquedotto comunale e i rischi per la popolazione sono sempre in agguato.

Patti: Mancano le pensiline alle fermate dei bus

A quasi tutte le fermate dei bus di linea non ci sono le pensiline per gli utenti in attesa. Il risultato è che i passeggeri sono costretti ad attendere i mezzi pubblici sotto le intemperie, nei mesi invernali, o sotto il cocente sole estivo durante la bella stagione. In qualunque condizione climatica, dunque, i cittadini hanno la testa scoperta e nessun appoggio. La situazione era presente anche nelle adiacenze dell’ospedale “Barone Romeo”, dove, spesso anche persone anziane, attendevano il pullman in piedi e senza alcun riparo. Per ovviare a questi disagi, il Rotary Club “Terra del Tindari” di Patti, per volontà del suo presidente, l’avv. Claudio Calabrò, ha donato al Comune una pensilina ed una panchina che sono state installate, in via Mazzini, alla fermata dei bus. Un’iniziativa lodevole che ha trovato l’approvazione dei numerosi pendolari che lavorano al nosocomio pattese, ma anche delle diverse persone che utilizzano le linee urbane per muoversi in città. L’input dato dal Rotary dovrebbe, adesso, essere accolto dall’amministrazione comunale pattese che, attraverso un attento studio del territorio, avvii una riorganizzazione delle fermate dei bus prevedendo adeguati servizi, a partire dall’istallazione delle pensiline. Ma, sarebbe opportuno, in una città a vocazione turistica, programmare anche un servizio efficiente per quanto riguarda i collegamenti di linea. Mancano alle fermate le tabelle con gli orari dei bus e capita, a volte, di vedere persone attendere per diverso tempo, il passaggio dei mezzi pubblici per muoversi in città. Inoltre, si dovrebbero meglio regolamentare i collegamenti tra il centro cittadino e la frazione Tindari, luogo che dovrebbe fungere da volano per il turismo pattese ma che, a causa di una scarsa programmazione, perde il suo valore intrinseco. Anche gli operatoti di settore, nel recente incontro svoltosi con l’assessore al turismo Salvatore Impalà, e l’assessore al bilancio Giorgio Cangemi, hanno evidenziato la necessità di una migliore informazione sui collegamenti dei bus. Il problema, comunque, è stato sollevato anche negli anni passati, senza però, che venisse trovata una adeguata soluzione.

Patti: caso diplomatico sulle strisce blu

Stava per scoppiare un caso diplomatico, ma alla fine tutto si è risolto in una bolla di sapone. Scenario della vicenda i tanto contestati parcheggi a pagamento di Locanda a Tindari. I fatti sono semplici, ma hanno dato adito alle polemiche. Martedì pomeriggio, Mons. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, si è recato a Tindari con al seguito un pullman al bordo del quale si trovavano alcuni preti. Il bus, giunto ai piedi del colle della Madonna Nera, prima dell’autovettura, con tanto di scorta, sulla quale viaggiava il nunzio apostolico, come prassi sarebbe stato fermato, dagli addetti alle strisce blu, per il pagamento della quota di 12 euro, prevista per lo scarico dei passeggeri. Qui, sarebbe scoppiata la querelle di fronte al rifiuto dell’autista del pullman di pagare la quota prevista poiché avrebbe sostenuto che sul pullman erano presenti dei sacerdoti al seguito dell’arcivescovo di Palermo. Di fronte al rifiuto del versamento della quota, sarebbe stato detto da un ausiliario che “anche i cardinali pagano, se non preventivamente autorizzati”. E’, infatti, prassi, in casi particolari, il rilascio di una specifica autorizzazione per l’esenzione dal pagamento della sosta. Nel frattempo, sul posto giungeva Mons. Romeo con la sua scorta che, di fronte alla situazione di stallo, ha invitato l’autista del pullman a pagare il dovuto. La questione, però, non è passata inosservata e, di fronte alle formali proteste per il trattamento subito, si è reso necessario l’intervento del sindaco Giuseppe Venuto che, diplomaticamente, ha inviato un rappresentante degli addetti alla sosta a porgere le scuse per l’episodio e a restituire la somma precedentemente versata. Il tutto è rientrato, lasciando però, dietro le solite polemiche in merito all’opportunità di far pagare i pellegrini che si recano a Tindari sulle quali, alcuni mesi fa era intervenuto anche il Vescovo di Patti Mons. Ignazio Zambito che aveva manifestato il suo dissenso per l’obbligo, per i fedeli, di dover pagare la sosta per raggiungere il santuario. E l’episodio in questione, sicuramente, riporterà all’attenzione le vecchie polemiche.

A Patti Marina vige l’anarchia

A Patti Marina, dal punto di vista della sosta veicolare, vige l’anarchia. Con l’arrivo della bella stagione, infatti, aumentano le presenze nel centro balneare e di conseguenza si incrementa anche il numero di mezzi che circolano nella frazione pattese. Scatta così la corsa al parcheggio. Accade che, in particolari momenti della giornata, trovare un posto auto diviene una utopia e le autovetture vengono così parcheggiate in ogni luogo, creando difficoltà alla circolazione e provocando caos. I mezzi, con poco senso civico, vengono lasciati, anche per diverse ore, sulle strisce pedonali, a ridosso degli incroci, negli accessi a mare, in barba ad ogni sorta di divieto o regolamentazione del codice della strada. A favorire questa sorta di far west è anche la carenza di controlli disposti all’uopo. Sarebbe, quindi, opportuno prevedere dei servizi mirati per evitare, che quando la frazione Marina viene presa d’assalto dai turisti o dagli stessi pattesi che si recano sul lungomare per una passeggiata, la viabilità sia regolamentata con maggiore efficienza.
Il problema dovrebbe essere posto sotto attenzione da chi di competenza, anche in virtù del fatto che, a partire dal primo luglio, sul lungomare Zuccarello saranno istituiti i parcheggi a pagamento e a breve, nella via Cristoforo Colombo, dovrebbe essere attivato il disco orario con sosta consentita per trenta minuti. Già le strisce blu, ad ogni estate, aumentavano i disagi in quanto la ricerca di un parcheggio libero scatenava una vera e propria competizione con molti automobilisti che, per evitare di pagare la sosta, parcheggiavano in qualsiasi posto, anche in presenza di divieti. Il risultato era che le auto venivano lasciate in ogni dove, con notevoli disagi alla circolazione viaria, e le aree a pagamento rimanevano vuote ad eccezione di pochi giorni di agosto. In questa stagione, dove tra l’altro, il Comune, attraverso l’assessore alla viabilità Francesco Gullo, ha annunciato di volere estendere l’area a pagamento anche nel piazzale imbarco, con gestione diretta dell’Ente di Palazzo dell’Aquila, la situazione rischia di presentarsi ancora più gravosa. E’, quindi, necessario prevedere per tempo adeguati servizi di controllo per evitare che, come avviene da sempre, invece dell’ordine, a regnare sia l’anarchia.

sabato 2 giugno 2007

Barcellona, Festa scolastica bloccata dai carabinieri

Avevano organizzato a Barcellona, senza autorizzazione, una festa di fine anno scolastico alla quale prendevano parte oltre 300 studenti degli istituti superiori cittadini. L'intervento dei carabinieri ha posto fine al party abusivo.
La festa, definita "School Party", si stava svolgendo in uno stabile ancora in costruzione della zona industriale, in Via San Teodoro. Nei confronti degli organizzatori sono state elevate sanzioni di natura amministrativa. I carabinieri, per controllare la festa, sono stati costretti a cinturare l’area e poi a verificare l’eventuale presenza di spacciatori fra gli studenti. Infatti fra i ragazzi delle scuole si erano introdotti alcuni pregiudicati per reati di droga che non avevano alcun collegamento con le scuole di provenienza dei ragazzi.

domenica 13 maggio 2007

Patti: vendevano olio contraffatto, denunciate quattro persone


Con l’accusa di frode i carabinieri della Compagnia di Patti, a conclusione di un’articolata attività investigativa condotta unitamente ai Nas di Catania ed agli agenti dell’Ispettorato Antifrode del Ministero dell’Agricoltura, hanno denunciato in stato di libertà quattro persone. Ad essere deferiti all’Autorità giudiziaria sono stati A. I., 71 anni, R. S. C., 41 anni, G. A. G., 47 anni, e A. I. D., 37 anni. Secondo i militari i quattro denunciati, di cui uno è indiziato di appartenere alla locale criminalità organizzata, erano implicati a vario titolo in imprese di produzione e distribuzione di prodotti alimentari. I denunciati sono ritenuti responsabili di aver prodotto olio di semi di palma e di averlo commercializzato spacciandolo per “Olio extravergine d’oliva”. Il prodotto, confezionato da un’impresa localizzata tra Sinagra e Piraino aperta a maggio 2006 e chiusa ad ottobre, veniva distribuito in bottiglie da 25 centilitri e venduto ad alberghi, ristoranti, complessi turistici e nei supermercati ad un prezzo competitivo.
Sull’etichetta apposta sulle bottiglie venivano fornite indicazioni di un prodotto di qualità: “Estratto a freddo. 100% italiano. Particolarmente adatto per esaltare le pietanze tipiche della cucina mediterranea”. Dalle indagini dei carabinieri, invece, è emerso tutt’altro. L’olio imbottigliato non era d’oliva, ma ricavato dalla lavorazione di semi di palma presumibilmente acquistati in Calabria.
A seguito di quanto scoperto, i carabinieri, su disposizione del Gip del Tribunale di Patti, Onofrio Laudadio, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Guglielmo Valenti, hanno predisposto il sequestro ed il conseguente ritiro dal commercio del prodotto denominato “I gusti del sole”. L’olio e’ stato immesso, in ingenti quantità, sul mercato alimentare nazionale ed in particolare nelle province di Messina, Catania, Palermo e Catanzaro. Ma, dalle indagini, è emerso che la rete di commercializzazione è anche uscita fuori dai confini della Penisola raggiungendo la Francia. Attualmente sono circa 150, nella sola provincia di Messina, i rivenditori e i distributori che hanno acquistato dal produttore e poi rivenduto l’olio contraffatto. Le indagini, che vanno avanti dall’ottobre scorso, sono ancora in corso. La produzione del prodotto, con il marchio individuato dagli inquirenti, è stata sospesa ma gli investigatori ritengono che, sotto altra etichetta, la distribuzione possa ancora continuare. In tal senso si stanno muovendo le indagini che potrebbero riservare ulteriori eclatanti sviluppi. I carabinieri intendono soprattutto capire come, in soli quattro mesi, l'azienda sia riuscita a distribuire in maniera capillare il prodotto in un territorio così ampio.

venerdì 20 aprile 2007

Messina: sgominata banda di truffatori

I carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno sgominato una banda di Catanesi dedita alle truffe. I militari dell'Arma hanno deferito in stato libertà quattro persone, G. R., 20 anni, S.R., 27 anni, A. R. 23 annie A. D., 18 anni, tutte di di Adrano (Ct), con l'accusa di danneggiamento e truffa.
Secondo gli inquirenti i quattro, adottando la c.d. "tecnica specchietto", dopo aver parcheggiato la propria autovettura sul Viale Regina Margherita, durante il transito di ignari automobilisti provvedevano a rompere con un martello, avvolto con dello scotch bianco in modo da non lasciare segni, lo specchietto del passante e subito dopo raggiungevano la vittima di turno al fine di contestare il danneggiamento del proprio specchietto laterale sx, ovviamente già lesionato precedentemente e ben fissato con una molla che ne consentisse il movimento in modo da poter rendere credibile la simulazione. La fase successiva, che configura la vera e propria truffa, consisteva nel convincere il malcapitato ad evitare la denuncia del sinistro presso la propria assicurazione chiedendo il risarcimento del danno mediante la corresponsione di una somma di danaro in contante. Per essere ancora più convincenti i truffatori nella circostanza mostravano anche una fattura attestante la recente sostituzione proprio dello specchietto danneggiato e la somma pagata. Inoltre, per evitare di essere riconosciuti, i quattro pur utilizzando la stessa autovettura, una Ford Fiesta di colore blu, si alternavano alla guida del mezzo per non destare sospetto negli abitanti del posto. L’autovettura, unitamente al martello ed alla fattura, sono stati sottoposti a sequestro. Le indagini sono tuttora in corso ed i carabinieri invitano i cittadini che siano incorsi in episodi analoghi a presentarsi presso i propri uffici al fine di accertare ulteriori casi che con ogni probabilità si sono verificati sia nel centro di Messina che in altri luoghi.

mercoledì 11 aprile 2007

La coppa del mondo di calcio esposta a Capo d'Orlando

La coppa del mondo di calcio, conquistata dall'Italia nella storica finale di Berlino, sarà a Capo d'Orlando tra il 30 aprile ed il 2 maggio. Il trofeo, alto 36 cm, fatto di oro 18 carati del peso di 6.175 grammi, sarà esposta nel Municipio orlandino per due giorni, in occasione di un torneo di calcio giovanile organizzato dalla Figc.
L'evento è organizzato dalla Associazione Italiana Calciatori e dal Comune orlandino, in collaborazione con la FIGC e la FIFA.

Etna: nuova fase eruttiva

Una nuova fase eruttiva è stata registrata la notte scorsa dal cratere di sud-est dell’Etna, con una colata di lava verso la Valle del Bove. Il fenomeno è cominciato alle ore 2.30 e si è concluso dopo cinque ore. È la seconda eruzione “lampo” dell'Etna dopo quella del 29 marzo scorso, che ebbe le stesse modalità ma che durò poco più di due ore. Il vulcano è monitorato dagli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania.

venerdì 6 aprile 2007

"Voglia di libertà": iniziativa contro la mafia

E’ stato presentato a Palazzo d’Orleans il programma di “Voglia di Libertà”, iniziativa che si terrà a Corleone dal 9 all'11 aprile. Tre giorni di manifestazioni dedicati a storie, luoghi ed immagini per la rinascita e la libertà contro la mafia.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, il sindaco di Corleone Ciccio Nicolosi, l’assessore regionale alla famiglia Paolo Colianni, il vicepresidente della provincia di Palermo Pino Colca. Ha preso parte alla conferenza stampa anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“E’ l’occasione migliore per ribadire che ai siciliani la mafia fa schifo – ha sottolineato Cuffaro – e che va combattuta con tutte le nostre forze ma anche screditata e derisa. Non possiamo permetterci il lusso di alimentarne il falso mito. Come spiegava Leonardo Sciascia, creare miti genera emulazione. Dopo il successo ottenuto con la cattura di Provenzano, per la quale a quasi un anno di distanza è doveroso continuare a ringraziare uomini e donne delle forze dell’ordine e della magistratura che hanno contribuito a questa vittoria dello Stato, è necessario creare anche una barriera culturale che renda immune la Sicilia da nuovi falsi miti”.
“Abbiamo condiviso la scelta dell’ amministrazione di Corleone – spiega il presidente – e faremo anche noi, come sempre, la nostra parte con azioni concrete di buona amministrazione e di lotta alla mafia. In occasione di questa tre giorni di legalità, la giunta regionale si riunirà martedì prossimo su un pulman che ci condurrà da Palermo a Corleone. In quel tratto di strada, simbolicamente ma soprattutto concretamente, approveremo delle misure di contrasto alla mafia: come ad esempio la definizione di percorsi prioritari di accesso ai fondi comunitari per i programmi che utilizzino beni confiscati alla mafia”.

giovedì 5 aprile 2007

Il Tar del Lazio conferma la validità del piano rifiuti della Regione Sicilia

"Ancora una volta nel giro di pochi giorni viene confermata dal Tar del Lazio la validità del piano rifiuti prodotto dalla Regione Siciliana, che prevede un corretto smaltimento del secco, e il suo recupero energetico, a valle della raccolta differenziata, in maniera coerente con le direttive comunitarie e con la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini". Lo sostiene il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, commentando la notizia che giunge da Roma dove il Tar del Lazio, presieduto da Pasquale De Lise, ha confermato il provvedimento di sospensione, adottato in via cautelativa lo scorso 17 marzo, con il quale interrompeva gli effetti del decreto governativo che bloccava la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione in Sicilia. Quest’ultimo era stato sottoscritto lo scorso 13 febbraio dal Ministro dell’Ambiente, di concerto con quello dello Sviluppo Economico e della Salute ed aveva sospeso le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate dal precedente governo. Il 17 marzo il Tar aveva emesso il provvedimento di sospensione su richiesta delle imprese ricorrenti, oggi, invece, il giudizio è avvenuto in regime di contraddittorio. "Noi siamo certi di avere compiuto una scelta pulita e moderna – conclude Cuffaro – ed è anche in questa direzione che va letta la stipula del protocollo d’intesa con il Conai che porterà ad un notevole incremento della raccolta differenziata sino al raggiungimento dei livelli previsti dalla normativa".

mercoledì 4 aprile 2007

Operazione Bongo: 17 arresti per droga

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Messina, Massimiliano Micali, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto e traffico di sostanze stupefacenti. Altre 10 persone sono indagate in stato di libertà per singoli episodi di spaccio di sostanza stupefacente.
I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa condotta dai carabionieri della Compagnia di Messina Centro che ha avuto inizio nella seconda metà del 2004, con l’arresto di Pino Sofia per cessione di sostanza stupefacente. Da questo episodio i militari giunsero alla scoperta di un presunto traffico di droga che avveniva principalmente nel quartiere messinese di Gravitelli e nella centralissima Via Tommaso Cannizzaro. Sotto controllo furono messi Alessandro Ruggeri, detto “Bongo”, e Letterio Calarese. Il monitoraggio portò a scoprire l’esistenza di una proficua attività di spaccio, diretta da Luigi Mancuso.
Nel corso delle indagini sarebbe emerso che il gruppo criminale si riforniva nell’Italia del Nord e sarebbe proprio uno di questi “viaggi” che ha portato all’arresto di Salvatore De Cola, trovato in possesso di 500 gr. di eroina e 200 gr. di cocaina trasportati a Messina per essere tagliati ed immessi sul mercato, per un valore di circa 100mila euro.
Le indagini avrebbero permesso di accertare Calarese intratteneva rapporti con Orazio Munafò con il quale avvenivano notevoli quantità di sostanze stupefacenti con un traffico ramificato anche in provincia.