Dovendo intervenire per la messa in sicurezza della Villa Romana di Marina di Patti la Sovrintendenza ai Beni culturali di Messina ha deciso di chiudere, a partire da lunedì 24 maggio, il sito archeologico. La notizia è stata resa pubblica con uno scarno comunicato stampa.
La decisione non sorprende ed anzi era stata anticipata da Gazzetta del Sud nei giorni scorsi. I motivi della chiusura sarebbero collegati ai recenti problemi relativi alla copertura dell’area archeologica. Nello scorso mese di febbraio, infatti, si era registrato il distacco di alcuni pannelli della struttura realizzata a protezione dei resti della Villa Romana. Copertura che, però, ha subito prima infiltrazioni di acqua piovana e poi il distacco di alcuni pannelli. L’incidente ha portato alla chiusura, per motivi di sicurezza del sito, consentendo, però l’accesso all’Antiquarium. Successivamente la magistratura ha avviato un’inchiesta che ha portato, nei giorni scorsi, all’emissione di sei avvisi di garanzia nei confronti del legale rappresentante della ditta che ha eseguito i lavori, del direttore dei lavori e di quattro funzionari della Sovrintendenza. Adesso arriva il provvedimento di chiusura totale dell’area archeologica.
Di fronte a questa decisione è lecito chiedersi quale sarà il futuro della Villa Romana. Sembra elevato il rischio che il sito possa rimanere chiuso per lungo tempo. Il tutto con un grave danno di immagine per la città di Patti e non solo.
L’indifferenza, in tutto questo tempo, di chi era preposto alla salvaguardia del sito archeologico sta lentamente, ma inesorabilmente, distruggendo uno dei tesori più preziosi dell’intero territorio siciliano. La Villa Romana, infatti, è rimasta abbandonata a sé stessa e all’incuria del tempo. Cosa succederà adesso? L’augurio è che si intervenga in maniera determinata al fine di consentire, in tempi brevi, la riapertura del sito archeologico, restituendo alla città di Patti un bene di inestimabile valore e di fondamentale importanza per la promozione turistica del territorio.
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domenica 16 maggio 2010
sabato 8 maggio 2010
Distretto turistico "Parco dei Miti"
La costituzione del distretto turistico “Parco dei Miti” è stato al centro di un incontro svoltosi presso la sede del Consorzio intercomunale “Tindari – Nebrodi”.
Alla tavola rotonda erano presenti l’avv. Filippo Nasca, direttore del servizio turistico regionale n. 16, il presidente del Consorzio Tindari – Nebrodi Armando Lopez, il direttore del Consorzio Roberto Ribaudo, il presidente dell’assemblea dei sindaci del Consorzio Renato Cilona.
Da tempo il presidente Lopez, in collaborazione con l’avv. Filippo Nasca, si è fatto promotore della costituzione di un distretto turistico che possa convogliare gli enti pubblici ed i privati del territorio tirrenico e nebroideo al fine di creare i presupposti per il rilancio dell’intero comprensorio.
La riunione è stata la prima tappa per la costruzione del Piano di Sviluppo Turistico. “Si tratta – ha spiegato Nasca – del cuore del distretto turistico, ovvero del piano di interventi che devono essere spalmati sui tre anni”. Il piano di sviluppo è propedeutico alla presentazione della domanda di riconoscimento del distretto turistico che dovrà essere presentata alla Regione Siciliana entro il 15 giugno. I Comuni coinvolti sono quelli compresi tra l’hinterland di Milazzo e Gioiosa Marea con la partecipazione anche di alcuni centri dei Nebrodi.
Per poter essere riconosciuti quali distretti turistici è necessario che ci siano forti attrattori turistici culturali ed ambientali, un numero di abitanti non inferiore a 150mila, 7500 posti letto ed una rilevanza turistica che sia comprovata da fatti evidenti. “Tutte caratteristiche – ha affermato Lopes - che il territorio nebroideo e tirrenico possiede e che sono garanzia per la costituzione del distretto turistico”.
Alla tavola rotonda erano presenti l’avv. Filippo Nasca, direttore del servizio turistico regionale n. 16, il presidente del Consorzio Tindari – Nebrodi Armando Lopez, il direttore del Consorzio Roberto Ribaudo, il presidente dell’assemblea dei sindaci del Consorzio Renato Cilona.
Da tempo il presidente Lopez, in collaborazione con l’avv. Filippo Nasca, si è fatto promotore della costituzione di un distretto turistico che possa convogliare gli enti pubblici ed i privati del territorio tirrenico e nebroideo al fine di creare i presupposti per il rilancio dell’intero comprensorio.
La riunione è stata la prima tappa per la costruzione del Piano di Sviluppo Turistico. “Si tratta – ha spiegato Nasca – del cuore del distretto turistico, ovvero del piano di interventi che devono essere spalmati sui tre anni”. Il piano di sviluppo è propedeutico alla presentazione della domanda di riconoscimento del distretto turistico che dovrà essere presentata alla Regione Siciliana entro il 15 giugno. I Comuni coinvolti sono quelli compresi tra l’hinterland di Milazzo e Gioiosa Marea con la partecipazione anche di alcuni centri dei Nebrodi.
Per poter essere riconosciuti quali distretti turistici è necessario che ci siano forti attrattori turistici culturali ed ambientali, un numero di abitanti non inferiore a 150mila, 7500 posti letto ed una rilevanza turistica che sia comprovata da fatti evidenti. “Tutte caratteristiche – ha affermato Lopes - che il territorio nebroideo e tirrenico possiede e che sono garanzia per la costituzione del distretto turistico”.
sabato 3 ottobre 2009
Presto aviosuperficie sull'Etna
“Stiamo già lavorando per avere autorizzata un'aviosuperficie sull'Etna, ma anche per i collegamenti con la metropolitana leggera. Interverremo nella promozione, il nostro vulcano nelle borse del turismo, ma pensiamo anche di coinvolgere il sito all'interno del Circuito del Mito che stiamo predisponendo. Penso, ad esempio, alla suggestione del concerto di un'orchestra all'interno di un conetto vulcanico spento”.
Lo ha detto l'assessore regionale al Turismo, Nino Strano, che ha visitato gli impianti turistici dell'Etna e incontrato operatori e amministratori locali del comprensorio.
Nell'aula consiliare di Nicolosi, è stato ricevuto dal sindaco Antonino Borzì con l'assessore al Turismo, Marisa Mazzaglia, e dal primo cittadino di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio. Interventi infrastrutturali. sia per gli impianti sciistici che nella viabilità, le richieste degli amministratori.
“Faccio mia la proposta del sindaco Borzì - ha aggiunto Strano – che ha ricordato come la Sicilia non abbia una legge sulla montagna, e assumo l'impegno di una iniziativa legislativa ad hoc per adeguare la legislazione regionale”.
Strano, raggiunto il rifugio Sapienza, ha poi incontrato il presidente della Camera di Commercio di Catania, Piero Agen, il commissario dell’Ente Parco dell’Etna, Ettore Foti, il presidente regionale di Federalberghi, Nico Torrisi, l'Ad di “Funivie dell'Etna”,Gioacchino Russo e i rappresentanti dei comuni di Catania, Ragalna, Trecastagni, Belpasso e Pedara.
Al termine si è deciso di convocare una conferenza di servizi con tutti gli enti interessati, per studiare un meccanismo di mobilità integrata che possa velocizzare i tempi d percorrenza verso la prima stazione naturalistica ed escursionistica della Sicilia per numero di visitatori.
Lo ha detto l'assessore regionale al Turismo, Nino Strano, che ha visitato gli impianti turistici dell'Etna e incontrato operatori e amministratori locali del comprensorio.
Nell'aula consiliare di Nicolosi, è stato ricevuto dal sindaco Antonino Borzì con l'assessore al Turismo, Marisa Mazzaglia, e dal primo cittadino di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio. Interventi infrastrutturali. sia per gli impianti sciistici che nella viabilità, le richieste degli amministratori.
“Faccio mia la proposta del sindaco Borzì - ha aggiunto Strano – che ha ricordato come la Sicilia non abbia una legge sulla montagna, e assumo l'impegno di una iniziativa legislativa ad hoc per adeguare la legislazione regionale”.
Strano, raggiunto il rifugio Sapienza, ha poi incontrato il presidente della Camera di Commercio di Catania, Piero Agen, il commissario dell’Ente Parco dell’Etna, Ettore Foti, il presidente regionale di Federalberghi, Nico Torrisi, l'Ad di “Funivie dell'Etna”,Gioacchino Russo e i rappresentanti dei comuni di Catania, Ragalna, Trecastagni, Belpasso e Pedara.
Al termine si è deciso di convocare una conferenza di servizi con tutti gli enti interessati, per studiare un meccanismo di mobilità integrata che possa velocizzare i tempi d percorrenza verso la prima stazione naturalistica ed escursionistica della Sicilia per numero di visitatori.
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